- A. R. S. A. N. G. -

Associazione Culturale di Studi e Ricerche    

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La travagliata storia di Corfu'

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Storia dell'isola e riassunto storico delle occupazioni di Corfù

STORIA DELL'ISOLA

Ci sono tracce e reperti archeologici rinvenuti in una grotta di "Grava", a Gardiki, che si trova nella parte sud occidentale dell'isola, che ci dicono che i primi insediamenti sull'isola risalgono all'era paleolitica, ovvero a circa  70.000 - 40.000 anni avanti Cristo.  A Sidari, sulla costa settentrionale dell'isola, e' stato ritrovato un importante abitato risalente all'epoca neolitica, datato tra il 6.000 e 3.000 a.C. In quest'area la vita continuo' anche nell'eta' del bronzo (3.000 - 1.000 a.C.) durante la quale nelle coste nord ovest furono fondati anche altri abitati e precisamente a Kefali, Afionas ed Ermones.

Il popolo che abitava l'isola nell'era preistorica sviluppo' un tipo di civilta' che presenta da una parte una certa similarita' con la popolazione della Puglia, ed un'alta parte con la civilta' cronologicamente corrispondente al periodo protoelladico (2.900 - 1.900 a.C.) della Grecia continentale. 

Per Corfu' mancano reperti e testimonianze del periodo miceneo, mentre ne abbiamo per le isole piu' a sud dello Ionio, dove l'infiltrazione e l'influenza dei Micenei e' un fatto comprovato.  Ma vediamo com'e' stata tormentata questa isola.

TEMPI ANTICHI

All'incirca alla meta' dell' VIII secolo a.C. (775 - 750 a.C.)  ha luogo il primo noto insediamento greco sull'isola di Corfu' da parte degli Eubei.  Nel 734 a-C. (secondo la data predominante nei testi letterari) o nel 708 a.C. (secondo i dati archeologici) un gruppo di profughi politici di Corinto, con a capo Chersecrate della famiglia dei Vacchisi, dopo aver cacciato i precedenti abitanti, fondo' una colonia corinzia. La citta' si sviluppo' in una posizione favolosa, sulla gola del promontorio di Kanoni, nella regione di Paleopoli, tra i due porti antichi; quello di Illaiko' a ovest, che corrisponde alla laguna di Chalikiopoulos, e quello di Alkinoos a nord est, che corrisponde alla parte sud del golfo di Garitsa.Gli abitanti, in onore del fondatore Chersecrate, diedero alla citta' il nome di Cherseopuli.

Chersecrate e  i Corinzi portarono nella loro nuova patria le loro tradizioni: la divisione in tribu' e il loro sistema di governo (inizialmente di tipo oligarchico).  Corfu' acquisto'  ben presto una propria flotta e sviluppo' una importante attivita' commerciale e coloniale nella regione continentale dirimpetto, molte volte in antagonismo con Corinto, la madrepatria. Questa rivalita' causo' ripetute discordie tra le due citta' che portarono ben presto alla battaglia navale del 664 a.C., che visde vincitrice Corfu'.  Questa battaglia fu definita da Tucidite coem la "piu' antica battaglia tra greci".

All'incirca alla meta' del VII secolo i Corinzi cercarono di annientare le attivita' coloniali nelle coste continentali e dell'Acarnania dei Corfioti, fondando  colonie a Leucade, Anatorio e ad Amvrakia.  Il commercio di Corfu' in effetti venne danneggiato ma i Corfioti in tutta risposta fondarono, nel 627 a.C., Epidamno (in seguito divenne Dirrachio) nella costa continentale di fronte all'isola, ovvero sul litorale che oggi e' Albania.

Alla fine del VII secolo a.C., il tiranno Periandro riusci' ad imporre sull'isola la sovranita' dei Corinzi, e proprio in questo periodo si osserva una particolare attivita' edilizia e la fioritura delle arti, influenza appunto degli artisti corinzi giunti sull'isola. Citiamo il "cenotafio circolare" di Menecrate, il tempio di Era ed il tempio di Artemide, che appartengono a questo periodo.

Dopo la morte di Periandro, Corfu' acquisto'la propria indipendenza. E per l'isola, grazie allo sviluppo dei suoi rapporti commerciali con l'oriente e con l'occidente, e' stato l'inizio di un periodo di grande prosperita' economica.  I prodotti di Corfu', olio e vino aromatico (il famoso vino moscato) vengono esportati, in vasi corfioti noti con il nome di "adrian keramia", (famosi anche per la loro solidita') in Epiro e nell'Adriatico.

Nel  VI secolo a.C. grazie al benessere economico, Corfu' conia una propria moneta, e agli inizi del V secolo inizia la costruzione dell'eccellete flotta navale corfiota.  All'epoca delle guerre persiane, Corfu' era considerata, come la seconda potenza navale del mondo greco dopo gli Ateniesi. Alla vigilia della battaglia di Salamina disponeva di 60 navi "triremi" , ma alla fine Corfu' non prese parte alla battaglia perche', da come si dice, le sue navi non riuscirono ad arrivare per tempo, causa una grossa tempesta.  In tutti questi anni Corfu' conobbe un periodo di grande prosperita'; in 50 anni raddoppio' la sua flotta cosicche' alla vigilia della guerra del Peloponneso (431 - 404 a.C.) disponeva di ben 120 navi, costituendo cosi' una notevole potenza navale alla quale cercarono di associarsi sia gli Ateniesi che gli Spartani.

Nel 435 a.C. nuovi dissidi in politica estera riguardanti Epidamno (considerata dai Corinzi anche loro colonia, dato che alla sua fondazione avevano preso parte anche dei loro compatrioti esiliati) portarono allo scontro tra Corfu' e Corinto.  Gli Ateniesi intervennero in appoggio a Corfu', ma questo intervento costitui' per gli Spartani, uno dei pretesti che posero fine alla trentacinquennale pace concordata con gli Ateniesi, e portarono alla lunga e funesta guerra del Peloponneso.  Nei primi anni di questa guerra, i Corfioti combatterono a fianco degli Ateniesi, ma di li' a poco (427 a.C.) scoppio' nella citta' una terribile guerra civile interna, a causa dell'opposizione degli oligarchici alla trasformazione del regime di governo corfiota, verso uno di tipo piu' democratico, a causa delle strette relazioni con Atene.  Le lotte interne tra i due partiti politici (427 - 425 a.C.) terminarono con il predominio dei democratici (dai racconti di Tucidide, questo avvenne pero' solo dopo le raccapriccianti stragi dei loro avversari)

Nel 410 a.C. scoppio' una seconda sanguinosa rivolta degli oligarchici che fini' con la riconciliazione dei due partiti e in quell'occasione  venne decisa la politica di neutralita' per le questioni greche, come aveva consigliato anche l'oracolo di Dodona.  Applicando questa politica, Corfu' conobbe un nuovo periodo di pace e benessere, mentre il partito democratico continuo' a governare per molti anni.

L'allontanamento di Curfu' dalla II Lega Delio-Attica dopo il 361 a.C., (esempio che seguirono anche altre citta' alleate) contribui' al suo scioglimento. Il che lascio' il campo libero all'espansionismo dei Macedoni e i Corfioti, per far fronte a questa politica espansionistica dei Macedoni nell'Epiro, concordarono un'alleanza con gli Ateniesi, cosicche' nel 338 a.C. Corfu' combatte'  al fianco degli Ateniesi, contro Filippo II nella battaglia di Cheronea, ma nonostante Corfu' fosse ancora una notevole potenza navale, la battaglia di Cheronea vide vincitori i Macedoni.  La fine del IV secolo segna l'inizio di una serie di patimenti per l'isola di Corfu', un tempo cosi' potente. Per un secolo circa l'isola diventa il "pomo della discordia" tra le forti potenze.

Nel 303 - 302 a.C. venne occupata per un breve periodo dall'ambizioso generale lacedemone Cleonimo. Riconcquistata la sua indipendenza, l'isola venne assediata da Cassandro di Macedonia ; in seguito venne occupata dal suo rivale Agatocle, tiranno di Siracusa, che la cedette in dote alla figlia Lanassa in occasione delle sue nozze con Pirro (295 a.C.)             Corfu' diventa cosi' membro dell'Alleanza Epirota e probabilmente in quell'epoca venne fondata anche Kassiopi, come base operativa del re epirota.

Nel 290 a.C. Lanassa scioglie il suo matrimonio con Pirro e si sposa con Demetrio Poliorcete, che diviene "signore" dell'isola ma solo per un breve periodo di tempo perche'  nel 281 a.C. Corfu' fu riconquistata da Pirro, e rimase nell'Alleanza Epirota fino al 255 a.C. circa.  Dopo la morte di Alessandro, ultimo re dell'Epiro, Corfu' riconquisto' la propria indipendenza.

In quel periodo pero', l'isola e tutto il resto dello Ionio, venne provata da una serie di incursioni piratesche soprattutto da parte degli Illiri.  Alla fine, nel 229 a.C., venne assediata da una grande forza militare degli Illiri e fu cosi' costretta alla resa. Governatore dell'isola venne nominato Demetrio, della citta' di "Faro della Dalmazia". Costui pero' non rimase fedele agli Illiri e, in collaborazione con gli oligarchici, consegno' l'isola ai Romani.

PERIODO ROMANO  (229 a.C. - 337 d.C.)

Per evitare le frequenti incursioni e saccheggi, Corfu' questa volta si sottomise di propria volonta' al dominio di Roma; cosi' i Romani concessero all'isola una completa autonomia riconoscendole anche gli antichi privilegi.  In cambio Corfu' si assunse l'obbligo di diventare loro alleata e di mettere a loro disposizione i suoi porti e la flotta.  Poiche' l'isola costituiva la prima tappa del percorso dall'Italia verso l'Oriente, il suo porto non cesso'  mai di essere usato come porto militare e vi fu sempre una guarnigione romana. In tutto questo periodo Corfu' non presenta nessun avvenimento militare o politico degno di nota. Fu pero' una delle prime citta' greche ad abbracciare il Cristianesimo e, secondo la tradizione, furono i discepoli Dell'Apostolo Paolo, Giasone e Sosipatro a divulgare il Cristianesimo sull'isola (probabilmente nel 48 d.C.) .  Nei primi secoli dopo Cristo, Corfu' viene citata nelle fonti storiche a proposito di illustre visite romane, quali gli Imperatori Nerone, Vespasiano, Antonino Pio, Settimo Severo e dell'oratore Cicerone.

PERIODO BIZANTINO  (337 - 1267 d.C.)

Dopo la morte di Teodosio il Grande e la divisione dell'impero Romano in "orientale" e "occidentale", Corfu' viene inclusa nell'impero d'oriente che in seguito diverra' l'impero bizantino.  Nei primissimi anni dell'impero bizantino, l'isola presenta un limitato interesse commerciale, ma poiche' si trovava sull'asse sia della via terrestre che di quella marittima verso Occidente, segue lo sviluppo delle province "occidentali" dell'impero.

Nel V, VII e IX secolo subisce varie incursioni di barbari, Vandali, Goti e Saraceni (arabi), che distrussero molti monumenti ed edifici. Particolarmente catastrofica fu l'invasione dei Goti di Totila (526 d.C.).  Sembra che questo momento segni l'inizio del graduale abbandono dell'antica citta' di Chersoupoli e il trasferimento della popolazione dalla penisola di Kanoni verso il nord, nella piccola penisola che appariva fortificata naturalmente con le due cime.  In quel periodo venne fortificato per la prima volta il Vecchio Forte, che divenne il nucleo della nuova citta' "delle cime", come veniva chiamata nel Medio Evo.  Nonostante questo, i ritrovamenti archeologici (basiliche paleocristiane, opere di fortificazione ecc.) suggeriscono l'esistenza di una vita continua e fiorente in questo posto, che conobbe un grande sviluppo dopo l' VIII secolo grazie ai bizantini, i quali volevano controllare meglio la libera navigazione nello Ionio e nell'Adriatico.

Caratteristico di questo periodo e' l'accordo tra i Bizantini ed i Veneziani, che riconosceva a Vanezia dei privilegi commerciali a condizione della sua solidarieta' navale per il controllo dell'Adriatico.  La grande importanza strategica che Corfu' (come pure le altre isole dello Ionio) aveva per Bisanzio viene provata pure dalla fondazione del Tema navale "Cefalonia", di cui Corfu' costituiva una provincia (IX secolo).  Corfu' si sviluppa in una importante stazione commerciale, sia per Bisanzio che per gli alleati Veneziani, che porto' come risultato al suo spettacolare sviluppo economico, demografico e culturale.  Inoltre dall' 876 la Chiesa di Corfu' diventa Metropoli, dipendente dal Patriarca di Costantinopoli.  Dall' XI secolo ha inizio ormai il tentativo dei Bizantini di mantenere il controllo di Corfu' che,come parte piu' occidentale dell'impero, si trovava esposta alle tendenze espansionistiche dei Normanni, dei Veneziani e di altri stati europei.  La situazione politica in questa parte del Mediterraneo era dunque mutata. Gli arditi ed ambiziosi Normanni, dopo essere riusciti a creare uno stato organizzato occupando i possedimenti bizantini del Sud Italia e della Sicilia, cominciarono ad avere delle mire anche piu' a oriente. 

Nel 1081 il loro capo Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e di Calabria, riesce a conquistare Corfu', che aveva adocchiato da tempo, per servirsene come baluardo verso la penisola balcanica.  Ma i Bizantini con l'aiuto dei Veneziani, riescono a riprenderla nel 1084.  Intorno alla meta' del XII secolo (nel 1147) l'isola di Corfu' viene nuovamente conquistata dai Normanni, questa volta guidati da Ruggero II re di Sicilia, ma nel 1149, ancora aiutati dai Veneziani, i Bizantini ripresero il possesso dell'isola che manterranno fino al 1199, anno in cui Corfu' cade nelle mani dei Genovesi (rivali di Venezia) al cui comando c'era il pirata genovese Cafuri.   L'impero bizantino e' ormai entrato in un periodo di declino e non e' piu' in grado di proteggere con efficacia le regioni lontane.

I VENEZIANI  (1207 - 1214)

La presa di Costantinopoli da parte dei Crociati della IV Crociata del 1204, fini' con l'assoggettamento dell'impero bizantino e la spartizione dei suoi territori tra i vincitori. Corfu' venne inclusa nella parte destinata ai Veneziani, in quanto avevano aiutato militarmente i Crociati.  Per prendere possesso di Corfu' pero', i Veneziani dovettero combattere contro i Genovesi attuali occupanti dell'isola, che non accettavano assolutamente di abbandonare l'isola.  I Veneziani li combatterono duramente e li cacciarono dall'isola, riprendendone il possesso e controllo.  Dopo la vittoria veneziana, l'isola viene divisa in 10 feudi, ceduti ai nobili veneziani e ai loro eredi con l'obbligo per loro del versamento di un tributo annuale al governo centrale per il mantenimento delle fortificazioni, di una piccola forza militare sempre presente e per l'organizzazione del governo dell'isola.  Questa fu la prima breve dominazione veneziana, duro' fino al 1214. 

IL DESPOTATO DELL' EPIRO  (1214 - 1267)

Il dominio di Venezia venne abbattuto dal Despota dell'Epiro, tale Michele I, della famiglia degli Angeli, il quale annesse Corfu' al Despotato dell'Epiro, che era uno dei tre stati greci indipendenti che subentrarono all'impero bizantino dopo la sua distruzione per opera dei Crociati (gli altri due stati erano: l'impero di Nicea e quello di Trapesounda).

Michele I riconvalido' i privilegi che erano stati dati un tempo all'isola dagli imperatori bizantini aggiungendone anche altri.  Questi comprendevano una diminuzione della tassazione ed un'attenzione particolare rivolta verso la chiesa, la fortificazione e la difesa. In questo periodo venne costruito il castello di Anghelokastro, una fortezza molto imponente per quell'epoca, destinata a difendere l'isola dalle incursioni dei pirati Genovesi. La fortezza infatti e' situata su una costa molto scoscesa nella parte nord occidentale di Corfu'.  Tutti i privilegi concessi vennero riconfermati anche dal suo erede Michele II.

L'annessione significo' per l'isola un periodo di miglioramento che fu purtroppo, di breve durata.  Nel 1258 Manfredi, figlio del re di Sicilia Federico II, invase l' Epiro, mentre l'ammiraglio franco-cipriota della flotta siciliana, Filippo Chinardo, occupava Corfu'.      La conquista di Manfredi venne legittimata con le nozze di Elena, figlia di Michele II.  Filippo Chinardo venne nominato governatore dell'isola, il quale, dopo la morte di Manfredi nella battaglia di Benevento nel 1266, si autoproclamo' "signore" di Corfu'.  La battaglia di Benevento vide vincitore Carlo I d'Angio', re di Napoli e delle due Sicilie, che divenne signore dei possedimenti di Manfredi, e pretese quindi anche l'isola di Corfu'.   Nonostante i tentativi di Michele II di riportare l'isola sotto la propria sovranita', Corfu' venne alla fine ceduta agli Angioini nel 1267.

LA DOMINAZIONE DEGLI ANGIOINI  (1267 - 1386)

Loccupazione degli Angioini duro' piu' di 100 anni, e fu per Corfu' un periodo di umiliazioni e di nuove sventure.  Gli Angioini attuarono il sistema feudale, conservando pero' allo stesso tempo anche la legislazione locale dell'isola, il cui governo venne affidato ad un Vicere', chiamato Capitano, che dipendeva direttamente dal re.  L'isola venne divisa in quattro "Bailata": ovvero quello di Ghiros, di Oros, di Messi e di Lefkimmi, ognuno governato da un Bailo.  Esistevano pure i decemvirati dell'epoca dei despoti dell' Epiro e 24 feudi, concessi ai baroni della Provenza e dell' Italia.  Una caratteristica di questo periodo e' il tentativo degli Angioini di diffondere sull'isola il Cristianesimo.  Abolirono il grado di Metropolita sostituendolo con un gerarca di grado inferiore, ovvero il "Grande Arciprete" (grande Protopapa), che veniva eletto da un collegio di laici e clerici.  Contemporaneamente insediarono sull'isola un arcivescovo latino e convertirono con la forza le chiese piu' importanti in chiese cattoliche.

In questo periodo viene costruita la fortezza di Kassiopi, che pero' si conservo' solo per pochi anni dato che venne demolita dai Veneziani nei primi anni della loro dominazione.  Nel 1294 Carlo II cede l'isola a suo figlio Filippo, signore di Taranto, in occasione delle sue nozze con Thamar, la bella figlia del despota dell' Epiro, tale Niceforo e consorte Anna Paleologi.  Filippo si autoproclama "signore"  (Dominus)  di Corfu' concedendo al popolo molti privilegi.

Nel frattempo Venezia continuava ad interessarsi all'isola di Corfu'.  In tutti questi anni intanto le navi veneziane continuavano ad usare il suo porto per gli scambi commerciali, e sull'isola dimorava permanentemente un Console veneziano.  I Veneziani cercarono ripetutamente di conquistare Corfu' ma in modo totalmente pacifico, cioe' comprandola, ma senza alcun risultato.  Il tentativo di includere l'isola nei possedimenti della Repubblica della Serenissima pote' realizzarsi solamente  alla fine del XIV secolo, quando cioe' nel 1386 Corfu' si vide assediata dalle forze di Francesco Carrara, signore di Padova.  Corfu', dopo un accordo in cui venivano sanciti diritti e privilegi degli abitanti, si arrese all'ammiraglio veneziano Gianni Miani, comandante della flotta adriatica.  Venezia legittimo' poi formalmente la sua autorita' sull'isola nel 1402, comprandola dal regno di Napoli per 30.000 ducati d'oro.

LA SECONDA DOMINAZIONE VENEZIANA  (1386 - 1797)

Questo periodo ebbe un'importanza particolare per la storia di Corfu' dovuta alla lunga presenza dei Veneziani che lasciarono una vivida impronta sul carattere della vita isolana.  I Veneziani governarono l'isola per ben 400 anni, cercando di assicurarsi un dominio stabile, garantendosi in questo modo anche il dominio nel commercio con l'Oriente. Cosi' si dedicarono soprattutto alla fortificazione della capitale e di altri punti importanti dell'isola, in maniera di assicurare una possente protezione dell' isola dagli attacchi dei turchi.  Per quanto riguarda il governo dell' isola, le caratteristiche principali di questo periodo sono l'accentramento e, allo stesso tempo il riconoscimento di una relativa autonomia che in sostanza favoriva gli interessi dell'aristocrazia locale.  I Veneziani avevano ricevuto l' isola con una potente aristocrazia e un sistema feudale che mantennero e rafforzarono, e lo stesso sistema fu trapiantato anche nelle altre isole ioniche conquistate in seguito.  Le cariche ufficiali piu' alte venivano date a nobili Veneziani nominati Dal Consiglio di Venezia, con un mandato biennale.  Inizialmente il potere governativo e giudiziario era concentrato nelle mani del Bailo, nobile veneziano, che poi nel 1420 fu accompagnato da due consiglieri responsabili per gli affari giudiziari e dal Capitano Provveditore (Pronoiti), comandante della guarnigione.  Dal XVI secolo il potere superiore (mandato triennale) su tutte le isole Ionie lo assume il Provveditore Generale dell' Oriente, che ha anche il comando della flotta di stanza  sull'isola.  

Venezia esercita un severo controllo sugli organi del governo, inviando segretamente ogni tanto degli inquisitori sull'isola.  L'organo piu' importante del governo locale e' il Grande Consiglio, altrimenti detto Consiglio Generale, composto da nobili.  Esso si riunisce una volta all' anno per eleggere il Consiglio della citta'  dal quale vengono poi eletti i pubblici ufficiali (giudici, ambasciatori al Doge, provveditori alla sanita' pubblica ecc.).  All' inizio i nobili costituivano la maggior parte degli stranieri stabilitisi sull'isola al tempo degli Angioini, poi in seguito ne arrivarono altri dall' Italia.  Com'era naturale, la vita sociale degli abitanti di Corfu' era influenzata dal modello di vita veneziano.  La distinzione in classi era chiara (quella aristocratica, i nobili, la classe borghese, i civili, il popolo e i Popolari) e la maggior parte delle volte era impossibile il passaggio da una classe all'altra. La classe dei nobili costituiva una classe chiusa con delle regole molto severe; l'ingresso di nuovi membri avveniva dopo un esame accurato dei loro requisiti . 

Condizione indispensabile per i candidati costituiva come minimo, il possesso di un grande patrimonio di terreni e di non esercitare nessuna professione.  Durante la dominazione veneziana si sviluppo' molto anche la classe media, (commercianti, naviganti e scienziati) e la massima aspirazione dell'alta borghesia era di riuscire ad entrare nella classe dei nobili.

La classe popolare (contadini, operai ecc.) costituiva la maggior parte della popolazione; questa viveva soprattutto nella campagna, non aveva diritti politici e nessuna possibilita' di istruzione, sosteneva tutto il peso dell'oppressione economica, sia dei Veneziani che dei nobili latifondisti, ed aveva inoltre l'obbligo di difendere l'isola dagli attacchi nemici.

Tutti gli uomini dall'eta' compresa tra i 20 e 65 anni, costituivano dei corpi armati destinati alla difesa costiera dell'isola.  I Veneziani, al contrario degli occupatori precedenti, attuarono una politica di tolleranza religiosa, e di spirito di collaborazione con la gente del posto; infatti verso la chiesa ortodossa avevano un atteggiamento di tolleranza e comprensione, senza per questo mutare in questi anni il regime instaurato nella chiesa dagli Angioini.  Il Grande Arciprete, capo degli ortodossi, che doveva obbedienza all'arcivescovo latino, continua ad essere eletto da un collegio di clerici e laici, ma ha ora la podesta' episcopale ma senza il diritto di conferire gli ordini sacri.

I Veneziani pero, nonostante il loro atteggiamento di indipendenza dal Papa (il che rafforzava la loro tolleranza verso la chiesa ortodossa) erano piuttosto contrari a un aumento dell'influenza del clero ortodosso in quanto si erano resi conto del ruolo che aveva la chiesa ortodossa nel mantenimento della coscienza nazionale.

I Veneziani vollero proteggere in modo particolare l'agricoltura, adattandola ai propri bisogni, curando soprattutto la coltivazione degli ulivi, cultura questa particolarmente favorita dal clima dell'isola.  Il governo di Venezia, agli inizi del XVII secolo stabili' un compenso in denaro pari a 42 monete d'oro per ogni 100 piante di ulivo a tutti coloro che le piantavano e le coltivavano.  Cosi' in pochi anni l'ulivo divenne la principale coltivazione dell'isola, che non tardo' molto a soppiantare le coltivazioni dei cereali, che iniziarono cosi' ad essere importati.  I vantaggi economici che i Veneziani ricavavano da Corfu' erano notevoli, essi provenivano sia dal porto, da dove transitavano tutte le merci d'Oriente dirette a Venezia, che dall'imposta tributaria, dagli affitti sui terreni pubblici, dal monopolio del sale, ecc.

Il benessere in cui prosperava l'isola e l'importanza della sua posizione, portarono spesso sulle sue coste diverse potenze straniere con intenzione di bellicose conquiste.  Genova, che non aveva rinunciato alle sue mire sull'isola, cerco' ripetutamente di occuparla.  

Nel 1403 i genovesi devastano le coste occidentali senza pero' riuscire nell' intento, poi nel 1432, in un secondo feroce tentativo, l'isola viene selvaggiamente saccheggiata, e viene data alle fiamme la citta' al di fuori delle mura del castello

Non ultimi i Turchi minacciarono molto spesso la presenza veneziana sull'isola.  I Veneziani, nonostante i lunghi scontri con loro anche in altri punti del suolo greco, non solo riuscirono a mantenere Corfu' , ma riuscirono anche a completare il loro dominio nelle altre isole dello Ionio.  I Turchi cercarono di conquistare l'isola per ben 3 volte, precisamente nel 1537, nel 1571 e nel 1716, senza pero' mai riuscirci. La possente opera di fortificazione veneziana e la viva partecipazione dei Corfioti consentirono di respingere le minacce turche.  Fra le tante incursioni, quella particolarmente disastrosa fu quella del corsaro  Barbarossa (Khayr al Din),  che guidò nel 1537 le truppe di Solimano I il Magnifico. 

Il pirata Barbarossa assedio' le mura con una forza militare enorme, sembra oltre 25.000 uomini contro i pochissimi veneziani e greci presenti nella fortezza. L'assedio fu accompagnato da raccapriccianti distruzioni nella campagna esterna alle mura. Gli assediati, pur in numero esiguo, resistettero agli attacchi con ferrea determinazione e coraggio, affondando varie galee turche e danneggiando anche quella del Barbarossa, finche' anche l'assalto finale turco falli'.  

Nel 1571 i Turchi tentarono un nuovo sbarco su Corfu', ma i cannoni della Repubblica Veneziana lo fecero fallire.  Questi continui attacchi turchi spinsero i Veneziani a completare le fortificazione e sistemare quelle colpite dalle incursioni, ed e' in questa occasione che venne edificata la Nuova Fortezza.

Ma i Turchi perseverarono...  L'ultimo tentativo di conquistare Corfu' avvenne nel 1716. Una potente flotta turca , dopo aver riconquistato il Peloponneso, si diresse nello Ionio con il preciso obiettivo di spazzare le difese veneziane ed occupare Corfu'.  Ma le cose non sono andate come i turchi speravano e l'espugnazione della fortezza fu evitata grazie alla felice tattica adottata dal Capo delle forze Veneziane, il feldmaresciallo austriaco Giovanni Mattia di Schulemburg. La difesa molto ben organizzata insieme ad una terribile tempesta, provocarono danni molto seri alle navi turche.  Poi si diffuse la notizia dell'apparizione di San Spiridione che minacciava i nemici con una torcia accesa; questo contribui' a far crollare il morale dei Turchi, che ripartirono precipitosamente e definitivamente.  In commemorazione di questo evento, gli abitanti dell'isola che attribuirono ad un miracolo di San Spiridione, consacrarono la processione delle sue reliquie all' 11 agosto di ogni anno.

Questo fu anche l'ultimo grande successo militare nella storia della Repubblica Serenissima di Venezia, che era comunque gia' abbastanza indebolita dalla lunga serie di guerre non solo a protezione di Corfu', ma anche per il mantenimento delle isole dello Ionio che costituivano una condizione indispensabile della sua stessa esistenza.  Le innumerevoli incursioni nemiche portarono comunque ed inevitabilmente ad un grande calo della popolazione al quale i Veneziani cercarono di ovviare facilitando il trasferimento e l'insediamento sull'isola alla popolazione greca che aveva perduto le loro zone.  Gia' dal XV secolo Corfu' aveva cominciato a ricevere profughi da Costantinopoli, dall' Epiro e da altri posti che man mano  cadevano nelle mani dei Turchi.  Nel XVI secolo questi insediamenti erano piu' numerosi  ed organizzati; e l'occupazione di Creta nel 1669 creo' pure una grande corrente di migrazione.  Fu' cosi' che la popolazione di Corfu' aumento' sensibilmente raggiungendo i 44.333 abitanti nel 1706 (dai 17.500 del 1577) .

Il calo della popolazione era dovuto, non solo alle incursioni nemiche, ma anche ad altre cause, quali ad esempio, a due catastrofiche epidemie di peste avvenute nel 1629 e nel 1673 che provocarono lo spopolamento di interi paesi.  Nel XVII secolo Corfu' fu sconvolta da seri disordini interni che causarono ai Corfioti la perdita di numerose vittime.  Nel 1610 gli agricoltori, in seguito a un cattivo raccolto, si rifiutarono di dare ai proprietari terrieri la loro parte, minacciando anche di attaccare la citta' per liberare i contadini imprigionati per debiti.  Il peggio fu scongiurato grazie all'ntervento del Capitano Provveditore Geronimo Zane.

Nel 1640 scoppio' una vera e propria rivolta; i contadini saccheggiarono le ville dei proprietari terrieri, entrarono nella citta' ed occuparono il palazzo del Bailo e le prigioni della Cittadella, liberando i prigionieri.  La rivolta fu soppressa da forze militari inviate da Venezia, poi pero' altre due rivolte si ripeterono nel 1642 e 1652 e anche queste furono soppresse nel sangue.  Comunque in linea generale, nonostante tutti i momenti difficili vissuti, gli anni della seconda dominazione veneziana contribuirono allo sviluppo  relativamente regolare e pacifico dell' isola e di tutte le altre regioni sotto il dominio veneziano, mentre il resto della Grecia avanzava lentamente sotto l'oppressione del giogo turco.

I FRANCESI REPUBBLICANI  (1797 - 1799)

Nel 1797 Venezia, ormai in declino, si vede costretta a tollerare l'entrata dell'Armata di Napoleone nel suo territorio, prendendo una posizione di neutralità. Di fatto le condizioni dell'esercito veneziano, privo delle necessarie risorse economiche, erano tali da non consentire uno scontro. 
I francesi si comportarono come occupanti, favorendo l'insurrezione armata dei gruppi di idee giacobine ed impedendo con le armi gli interventi sia ufficiali che spontanei contro tali gruppi. La situazione divenne sempre più difficile per Venezia che tentò in tutti i modi di mantenere la neutralità, rinunciando alla mobilitazione dell'esercito per evitare uno scontro aperto; ma Napoleone, avendo già segretamente concordato la cessione della Terraferma veneziana all'Austria in cambio dei Paesi Bassi (trattato di Leoben 17 aprile 1797) diede ordini di reagire ad ogni cenno di resistenza alle truppe francesi da parte dei veneti, causando reazioni che a Verona, portarono all'uccisione di molti francesi. Una nave francese che aveva cercato di forzare l'entrata in laguna venne affondata dai cannoni veneziani della batteria del forte di Sant'Andrea del Lido, presidiata dai fedelissimi soldati dalmati, fu' l'ultima azione militare della Repubblica. Napoleone non attendeva altro per proclamare Venezia stato ostile.
 Il Maggior Consiglio temendo una rivolta giacobina in città e le rappresaglie dei francesi, decise di dichiarare decaduta la Repubblica e di smobilitare le truppe degli Schiavoni ancora presenti.
Anziché inneggiare alla rivoluzione, però, com'era stato nei peggiori timori del governo, il popolo, al grido di  Viva San Marco! e Viva la Repubblica !, issò il gonfalone marciano sulle tre antenne della piazza, tentando di reinsediare il Doge. Di fronte al pericolo di una imminente attacco francese i magistrati ordinarono alla guardia degli arsenalotti di intervenire e la sommossa cessò (12 maggio 1797).
Napoleone pote' così occupare Venezia, dando precise istruzioni per eliminare ogni manifestazione dell'antica organizzazione della Repubblica Veneta, sia in Terraferma che sulle Isole.

Napoleone, considerando le isole Ionie molto importanti per la sua politica d' Oriente, mandò truppe ed una flotta con a capo il generale di divisione Gentily ad occupare prima di tutto Corfu', che costituiva un punto strategico molto ben fortificato.  I principi  della Rivoluzione Francese erano gia' giunti sull' isola e avevano rafforzato il desiderio dei Corfioti per un'indipendenza nazionale e l'instaurazione della Repubblica greca nelle isole Ionie. Di conseguenza gli abitanti di Corfu' accolsero i francesi democratici come liberatori, vedendo in loro la fine della dominazione veneziana e della sovranita' dei nobili. Nella grande piazza della citta' distrussero gli emblemi dei Veneziani e gli stemmi dei nobili, e bruciarono il Libro D'Oro.  Nel punto del rogo piantarono simbolicamente l'albero della liberta'.  Gentily formo' una giunta comunale provvisoria (Dimarcheio) costituita da 48 membri che, per la prima volta, includeva anche 10 civili.  La carica di presidente venne assegnata a Spiridon Theotokis, capo dei democratici.

Con il trattato di Campoformio venne ufficializzata l'occupazione dei francesi delle isole Ionie, che divennero una Provincia dello Stato francese.  Nel breve periodo della loro occupazione i Francesi fondarono un dipartimento di istruzione pubblica, una biblioteca pubblica con 40.000 volumi.  Impiantarono una tipografia dove venne ristampato anche il "Thourios" di Riga, ma nonostante questo l'occupazione francese venne considerata peggiore di quella veneziana.  Mentre ora tutti erano comuni cittadini, i membri del Dimarcheio Democratico (che assunse il governo dell'isola) appartenevano per la maggior parte alla classe dei nobili, inoltre va detto che, dall'oppressione economica del periodo precedente, subentro' con i francesi uno sfruttamento vero e proprio.  Vennero imposti nuovi tributi, venne imposto agli abitanti l'obbligo di mantenere un proprio esercito, la richiesta obbligatoria di prestiti da parte dei Corfioti, tutto cio' unito alla profanazione delle chiese da parte dei soldati francesi che non erano stati pagati, nonche' il disarmo degli abitanti, non tardo' a creare clima di malcontento generale verso di loro.

L' OCCUPAZIONE RUSSO-TURCA  (1799 - 1807)

 La politica espansionistica di Napoleone comincio' a preoccupare la Russia che propose un'alleanza alla Turchia.  L'alleanza russo-turca conoscendo il clima di malcontento creatosi dalla dura occupazione francese, dopo la distruzione della flotta francese ad Ambukir nel 1798, comincio' la graduale occupazione delle isole Ionie.

La flotta russo-turca arrivo' anche a Corfu', ponendola in stato di assedio.   Nonostante i problemi interni (saccheggi, stragi di nobili nelle campagne, rifiuto della gente del posto a collaborare con loro, ecc.) i francesi si rifiutarono di cedere l'isola.  Gli scontri durarono 4 mesi, poi quando la flotta russo-turca riusci' ad annientare la difesa dell'isolotto di Vido, i francesi chiesero la tregua.  L'isola venne consegnata ai capi della flotta degli alleati, all'ammiraglio russo Usakov e all'ammiraglio turco Katir Bei.

A Corfu' la classe dei nobili venne subito ripristinata. Venne formato un governo provvisorio formato da nobili e da alcuni borghesi.  I due ammiragli proclamarono che le isole dello Ionio avrebbero costituito uno stato unico, cioe' lo "Stato delle isole Ionie", con capitale Corfu'.  Un Senato con 14 rappresentanti delle isole avrebbe costituito il governo.  Usakov nomino' i primi rappresentanti e affido' l'incarico della presidenza del Senato e della redazione della Costituzione ad Angelo Orio.

Con la convenzione di Costantinopoli del 1800, firmata dalla Russia, Turchia e Gran Bretagna, venne dichiarata ufficialmente la fondazione dello Stato delle isole Ionie, come uno stato unico, autonomo e soggetto al pagamento di imposte alla Turchia, e venne anche approvata la nuova Costituzione.  In quel periodo venne pure ricostruita la sede arcivescovile che era stata soppressa dai Veneziani.  Anche Antonio Maria Capodistria, uno dei due rappresentanti  del Senato dello Ionio a Costantinopoli, venne sostituito da suo figlio Giovanni, che sarebbe diventato piu' tardi il primo governatore dello stato greco.

La nuova Costituzione significava il ritorno al vecchio tipo di regime aristocratico, il che provoco' disordini sociali.  Con la partenza dei Russi nel 1801, si manifestarono violente ostilita' da parte della terza classe verso i nobili; per affrontare la situazione, il presidente del Senato Sp. Theotokis, incaricato di poteri straordinari, chiamo' il popolo ad eleggere dei rappresentanti allo scopo di rivedere la Costituzione su basi piu' democratiche .  La nuova Costituzione pero' non venne accettata dalle potenze alleate.  I tentativi che seguirono per una Costituzione piu' liberale fallirono tutti e alla fine la Costituzione del 1806 riconobbe alla Russia il diritto di intervento negli affari di politica interna ed estera dello Stato delle isole Ionie, che in questo modo perdeva la propria indipendenza. 

Con la dichiarazione della guerra russo-turca, lo Stato delle isole Ionie si trovo' a fianco della Russia.  Con il trattato di Tilsit del 1807 tra i russi e Napoleone, le isole Ionie vennero per la seconda volta cedute ai francesi.

L'IMPERO FRANCESE  (1807 - 1814)

I francesi, con la rioccupazione delle isola Ionie proclamarono l'abolizione dello Stato delle isole Ionie trasformando le isole in province francesi; gli abitanti divennero cosi' cittadini francesi.  La seconda occupazione francese lascio' a Corfu' un buon ricordo, dato che questa volta i francesi si interessarono piu' a fondo dell'isola.  Diedero risalto all'agricoltura importando nuove culture (patate, pomodori ed altre) e allo sviluppo dell'istruzione (nel 1808 viene fondata l'Accademia dello Ionio) , all'organizzazione e al funzionamento dei servizi pubblici.  Infine all'edilizia e all'urbanistica della citta', che deve molto al loro senso del buon gusto.

Nel frattempo gli inglesi, inquieti, cominciarono ad occupare le isole vicine e, dopo aver preso anche l'isola di Paxoi, assediarono Corfu'.  L'isola non cadde subito nelle loro mani perche' la difesa francese era molto forte; dopo la caduta di Napoleone pero', i francesi furono costretti a capitolare.

IL PROTETTORATO BRITANNICO  (1814 - 1864)

Nonostante  la ritirata dei francesi, gli abitanti di Corfu' non poterono realizzare il loro desiderio di indipendenza nazionale nemmeno questa volta.  La proposta di Giovanni Capodistria al Congressio di Vienna del 1815, al quale partecipava come rappresentante della Russia, di concedere l'indipendenza alle isole dello Ionio non venne purtroppo accettata dalle altre potenze: Gran Bretagna, Austria e Prussia.

Grazie pero' al suo intervento e al suo prestigio, riusc a non far concretizzare le mire degli inglesi che ambivano al completo dominio sulle isole Ionie.  Cos con il trattato di Parigi (1815), lo "Stato Unito delle isole Ionie" , come venne allora chiamato, venne riconosciuto come uno stato libero e indipendente ma sotto la tutela diretta ed esclusiva della Gran Bretagna.  Governatore generale dell' isola sarebbe stato il Lord Alto Commissario, con sede a Corfu'.  Presto pero' fu evidente che gli inglesi di fatto erano dominatori e non protettori.  Nel 1818 Capodistria denuncio' la Costituzione illiberale applicata da Thomas Maitland, il primo Alto Commissario, ma invano.

Il governo inglese inoltre affrontava in modo ostile le manifestazioni di solidarieta' delle isole Ionie alla Rivoluzione del 1821, nonostante il clima generale di filellenismo che predominava in quel tempo in Inghilterra, ed era pure ostile verso il Movimento di Unificazione sorto nelle isole Ionie dopo la costituzione dello stato greco.  

Il movimento pote' manifestarsi in modo piu' completo dal 1848 in poi, quando cioe' i Corfioti riuscirono ad apportare dei cambiamenti alla Costituzione e ad ottenere il riconoscimento del diritto alla liberta' di stampa.  Il periodo del Protettorato Britannico a Corfu' presenta comunque anche molti aspetti positivi.  La chiesa fu lasciata praticamente libera, e per la prima volta venne sancita come lingua ufficiale, la lingua greca.  La densa rete stradale dell'isola, che si conserva ancora oggi, si deve all'iniziativa inglese, come pure il sistema idrico della citta' con la costruzione di un perfetto acquedotto.  Gli inglesi inoltre organizzarono l'istruzione a tutti i livelli, e nel 1824 venne fondata una nuova Accademia dello Ionio, considerata la prima universita' greca, grazie alla generosita' di Lord Guilford.  La citta' venne inoltre ornata di splendidi edifici pubblici.

L'INCORPORAZIONE DI CORFU' ALLO STATO GRECO  (1864)

Niente pero' poteva frenare l'ardente desiderio degli abitanti delle isole Ionie di unirsi alla Grecia e nonostante le oppressioni e le persecuzioni continuarono la loro lotta fino a che il governo inglese alla fine capitolo'.  L'occasione per la realizzazione dell'unione con la Grecia venne data dall'elezione del nuovo Re di Grecia. L'Inghilterra si mosse in favore della cessione delle isole Ionie allo stato greco in cambio dell'elezione del Principe danese, noto come Giorgio I, uomo di sua fiducia.  Come condizione venne imposto alle isole Ionie un regime di perenne neutralita' e la demolizione delle fortezze; grazie pero' agli interventi del governo greco, venne firmato un nuovo Patto tra le grandi potenze e la Grecia, con cui venivano proclamate neutrali solamente Corfu' e Paxoi.

Cos il 21 maggio del 1864 l'incorporazione delle isole Ionie alla Grecia era ormai una realta' e l'avvenimento venne accolto con grande entusiasmo sia a Corfu' che ad Atene.  Durante la prima guerra mondiale lo stato di neutralita' fu violato e l'isola di Corfu' venne usata come base degli alleati dalle truppe inglesi, francesi e italiane, e venne inoltre permesso alle truppe serbe, dopo la loro sconfitta (fine 1916) , di rimanere sul suo suolo in modo da potersi ricostituire.  Sull'isola si trasferirono pure il governo e il parlamento serbo e la "Dichiarazione di Corfu' " (1917), firmata sull'isola, pose le fondamenta dello stato yugoslavo.  Questo pero' non fu l'unico caso di violazione dello stato di neutralita' dell'isola di Corfu'.  L'assassinio per mano di ignoti del generale Tellini nel 1923, su suolo   greco, mentre si trovava in missione per la delineazione dei confini greco-albanesi, diede il pretesto all'Italia di occupare temporaneamente l'isola, dopo averla prima bombardata.

Corfu' venne nuovamente bombardata dagli italiani nel 1940, durante la guerra tra Italia e Grecia.  La citta' subì poi una vera catastrofe durante l'occupazione dei tedeschi nel 1943, durante la quale vennero distrutti molti monumenti importanti tra i quali, la biblioteca, l'edificio del Parlamento dello Ionio, il Teatro e molte chiese. 

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Bibliografia :  
Adriana Makrandreou
Eleni Palaska
Adam-Pergamos