Falcone in bronzo da 6 libbre

Affusto a 2 ruote raggiate       Attribuibile alla fine del XVII-inizio XVIII sec. 

Il bronzo era costituito da una lega di rame (9 parti), stagno (1 parte) e ottone(1 parte) (rame e zinco fusi insieme) questo aggiunto dopo l’avvenuta fusione dei primi due metalli. Per fondere 100 Kg di bronzo servivano 43 Kg di legna: quindi per la fusione di questo cannone, del peso stimato di 35 quintali,si può ipotizzare che vennero utilizzati oltre 15 quintali di legna.

Grazie alle sue doti di elasticità il bronzo era preferito al ferro, pur essendo da 2 a 5 volte più costoso. Inoltre i cannoni in ferro presentavano problemi  di tecnica metallurgia, risolte solo verso il ‘700 dagli inglesi (Il bronzo fonde a 900-1000° mentre il ferro a oltre 1500°, tranne nel caso di una percentuale di carbonio del 4-4,5% (ghisa) in cui fonde a 1150°).
I cannoni in ferro difatti, in caso di imperfezioni o cariche di polvere eccessive, scoppiavano mentre quelli in bronzo solamente si deformavano. Inoltre il bronzo non era soggetto a ruggine, fatto importante per cannoni impiegati in ambienti marini.

L’aspetto economico portò tuttavia ad un sempre maggior utilizzo delle artiglierie in ferro, dato l’elevato numero di cannoni necessari per armare le grandi navi di linea a vela quadra (da 50 a 80 pezzi contro i 7/12 di una galea e la ventina di una galeazza); tanto è vero che Venezia per armare nuove navi per la guerra di Morea del 1684-1699 acquistò le artiglierie in ferro in Inghilterra, circa 500 cannoni di ottima fattura e prezzo contenuto.
Solamente in seguito, a causa del peggioramento dei rapporti politici con l’Inghilterra (mancato riconoscimento di Guglielmo III d’Orange, Guerra dei 9 anni), Venezia sviluppò, o meglio dovette sviluppare per non rimanere dipendente dalle forniture estere, una propria produzione di artiglierie in ferro riuscendovi grazie agli abili fonditori delle valli bresciane e bergamasche ( tra i principali i Bailo ed i Camozzi).

Venezia continuò,  tramite i suoi mercanti che compravano a titolo privato artiglierie prodotte per le navi mercantili, a cercare di acquistare cannoni inglesi, che erano considerati il massimo della tecnologia dell'epoca pur risultando di costo molto inferiore a quelli prodotti nelle fucine italiane.
Un interessante esempio può essere riscontrato sulla isola di Lefkada in Grecia, dove tra le artiglierie rimaste nel forte di Santa Maura vi sono due cannoni con lo stemma adottato da Queen Ann (1702-1714), la “Rose and Crown”, che riprende la rosa dei Tudor per simboleggiare l’unione ed il rispetto tra il regno di Scozia e quello d’Inghilterra, da lei unificati nel 1707 nel Kingdom of Great Britain.
Con ogni probabilità
(1) il cannone faceva parte dei 24 cannoni da 40 libbre acquistati su mandato del Senato veneto da Pietro Rosa a Livorno nel 1715. I cannoni erano stati recuperati dal relitto della HMS RESTORATION, nave di linea della flotta inglese varata nel 1706 e naufragata sulla secca della Meloria nel 1711 . I cannoni erano stati portati da Livorno direttamente sulla TERROR, la nave generalizia della flotta veneziana impegnata nella seconda guerra di Morea. Nel 1716 questi cannoni, avendo chiaramente riscosso l'apprezzamento del comando veneto, vennero trasferiti sulla nuova ammiraglia, la LEON TRIONFANTE, partecipando così alle battaglie navali contro la flotta ottomana del 1716, 1717 e 1718. Alla fine del conflitto nel 1719, dopo il disarmo dei vascelli veneziani, con ogni evidenza  i cannoni furono portati nella fortezza di Santa Maura.


La "Rose and Crown" sul cannone di Queen Anne a Lefkada

  Caratteristiche del pezzo rappresentato

Peso del proiettile     :       6 libbre sottili (1,8 Kg)
Calibro del proiettile :      76 mm
Lunghezza della canna:     1,9  m  ca.
Gittata ad alzo zero   :      450 m ca.
Gittata massima        :      2200 m ca. 

Venezia faceva uso della libbra sottile (0,301 Kg) per definire i pesi di limitata entità, come le palle da cannone. Pertanto anche i calcoli per rapportare le dimensioni effettive al calibro sono basati su tale unità di misura, non vi è equivalenza quindi con le più diffuse misure inglesi . Questo pezzo corrispondeva quindi ad un  4 lbs inglese.
La lunghezza della canna si intende dalla bocca all’inizio dell’arrotondamento finale (culatta)

(1) notazione storica relativa  gentilmente fornita dal dott. Alberto Secco

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